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Scarico acque reflue domestiche sanzioni

Posted on Author Dougul Posted in Autisti

56, e' tenuto al pagamento delle seguenti. Nello specifico le acque reflue domestiche sono composte dalle acque nere dello scarico del wc, da quelle meteoriche dell'acqua piovana, grigie per gli scarichi. In pratica, il legislatore ha inteso prevedere una serie di sanzioni amministrative per condotte per cui occorresse distinguere l'attività di scarico di acque reflue, da quella di disciplina della acque domestiche purchè aventi caratteristiche ad. Il reato di scarico delle acque reflue enucleato dall'art. come penalmente rilevanti e, pertanto, meritevoli di apposita sanzione penale. le acque reflue industriali e le acque reflue domestiche e fondando tale distinzione sul.

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Questi liquidi di scarto devono essere smaltiti tramite impianti di fognatura a norma, altrimenti si rischia di incorrere in pesanti sanzioni amministrative. Basti pensare ai periodi in cui la popolazione è stata colpita da epidemie di epatite, di colera e dissenteria, patologie direttamente collegate a una cattiva gestione dello scarico delle acque reflue domestiche fuori dalla fognatura. A loro volta vengono classificate in acque nere provenienti da vasi igienici dei bagni , acque grigie provenienti da docce, vasche, lavabi e bidet dei bagni , acque saponate grasse da lavelli e lavastoviglie delle cucine , acque meteoriche provenienti dalle precipitazioni atmosferiche.

La normativa tende a sottolineare la differenza rispetto alle acque reflue domestiche e, in particolare, alle acque nere. Il criterio che le distingue dalle altre è, in particolare la qualità e la provenienza. I limiti per lo scarico sono più restrittivi e la preventiva richiesta di autorizzazione va assolutamente effettuata, pena pesanti sanzioni, in quanto lo scarico senza autorizzazione integra il reato di scarico abusivo.

Acque reflue urbane, ovvero quelle provenienti dalle reti fognarie, i cui relativi scarichi sono: i terminali delle reti meteoriche, gli sfioratori di piena delle reti miste, i terminali degli impianti di depurazione, gli scarichi dei miscugli di condensa.

Pur non potendo infatti ritenersi come propria, la norma rende penalmente rilevanti le condotte solo del soggetto che ha un effettivo potere di gestione ed intervento sullo scarico idrico, rendendo assai difficoltoso immaginare un intervento comune a chiunque sullo scarico stesso, ai fini della integrazione della fattispecie incriminatrice. Una distinzione dogmaticamente importante, effettuata dalla dottrina, risulta essere tra due gruppi di condotte: quelle abusivamente originarie, che involgono tutte le condotte di scarico delle acque reflue industriali mai autorizzate da parte della autorità amministrativa competente in tale campo e dunque svolte in assenza ab origine di qualsivoglia autorizzazione, e quelle abusivamente sopravvenute, originariamente svolte in presenza di un atto autorizzativo regolarmente richiesto e rilasciato ma successivamente venuto meno, dunque sospeso o revocato.

Tale qualificazione giuridica determina, di conseguenza, rilevanti effetti in materia di consumazione e decorso del dies a quo prescrizionale, fissando entrambi i momenti nella cessazione dello stato di antigiuridicità, elemento stabile e centrale della permanenza del reato.

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