Zirvehit.info

Zirvehit.info

Scarica consolle avvocati torre annunziata

Posted on Author Moshura Posted in Internet

  1. Offerte di lavoro a Torre del Greco
  2. Presente il console generale del Senegal a Napoli Idrissa Sene
  3. Torresette

Avvocati Telematici S.r.l.s. - Punto di Accesso al Processo Telematico, Privato Ordine degli Avvocati di Torre Annunziata, Ordine Avvocati. Torre Annunziata Accedi. Torre Annunziata. Iscriviti. Iscrizione. Impossibile effettuare la registrazione. Attenzione: E' necessario un certificato valido per iscriversi. Questo sito fa uso di cookie tecnici. Proseguendo la navigazione si accetta la Policy sui cookie. Accetta. Sito ufficiale Ordine Avvocati Torre Annunziata. ×. Consolle Avvocato - Torre Annunziata (Info) | Ragazzi, vorrei sapere come procedere, sono completamente a digiuno e non sono riuscito a.

Nome: scarica consolle avvocati torre annunziata
Formato: Fichier D’archive
Sistemi operativi: iOS. Android. Windows XP/7/10. MacOS.
Licenza: Gratuito (* Per uso personale)
Dimensione del file: 17.19 MB

Ricerche avanzate. Seleziona le opzioni desiderate e premi il pulsante Filtra. Blocca la visualizzazione dei filtri. Evento non prenotabile online. Al termine del Corso è previsto un esame sulle materie affrontate. Colombo n. Info su www.

Clicca qui per scoprire le novità. Interruzione: 8 Ottobre, Si comunica che a causa di anomalie da parte del sistema Ministeriale non di Servicematica , si stanno verificando sia dei blocchi nelle consultazion Conosciamo il complesso mondo del telematico e le problematiche connesse al tuo lavoro e siamo in grado di risolvere anche le più complesse. Con noi finalmente otterrai un ambiente di lavoro ad hoc per te e i tuoi collaboratori.

Consulta le nostre FAQ e scopri come risolvere problematiche tecniche legate al tuo lavoro, ad esempio: difficoltà con la firma digitale , la casella di posta elettronica o la posta pec. Troverai anche le procedure per sciogliere i dubbi più comuni relativi all'utilizzo della Service1 : come creare un fascicolo, apporre la firma grafica, consultare in anonimo, richiedere la visibilità e altro ancora.

A questo punto, compariranno le anagrafiche già caricate e potrete selezionare quella di vostro interesse. Entrambi i tasti si trovano nella parte inferiore della sezione dedicata ai dati anagrafici. Oppure, potete comprimere il file pdf utilizzando uno dei tanti tool gratuiti presenti online. Per questo motivo, se si nota qualche malfunzionamento è utile procedere in questo modo:.

È possibile allegare al deposito più file presi dal fascicolo telematico che hanno lo stesso nome? Dopodiché, basterà dare conferma e ultimare la procedura. Come si procede in questo caso? Questo errore occorre quando il procuratore originario risulta essere ancora in carica.

La soluzione consiste quindi nel sollecitare il procuratore originale a depositare la rinuncia al mandato. In caso di chiavetta non rilevata, la prima cosa da fare è staccarla e riprovare a inserirla.

Son d'avviso che di questo dipinto che è tuttavia coverto debbasi disporre subito il trasporto nel R. Museo, che il braccio di marmo debba custodirsi da Paribelli che dimora sopra luogo fino a che vi sia speranza di trovare il resto della statua, e che tutti gli altri oggetti possano rilasciarsi al proprietario senza inconveniente alcuno… Avellino min.

Durante l'esplorazione sommaria dell'edificio venne staccato dalle pareti di uno degli ambienti riportati alla luce un affresco raffigurante il mito di Narciso ed Eco FIG. I ritrovamenti provenienti dall'edificio furono molteplici e di grande interesse.

Offerte di lavoro a Torre del Greco

Ma una delle scoperte più importanti effettuate sul sito rimane, senza alcun dubbio, il rinvenimento di un sigillo bronzeo riportante le diciture del probabile dominus dell'edificio FIG. Torre Annunziata 28 gennaio alle ore 22 d'Italia si è rinvenuto un sigillo bronzeo che imprime le seguenti lettere che trovate in margine. Esso, assume alla sua impugnatura la classica forma di anello.

Interessante è la presenza di un piccolo riferimento sul dorso dell'impugnatura. Qui vi appare, in rilievo, la raffigurazione di un piccolo corpo ovoidale strozzato e affusolato nella parte alta.

La presenza di tale particolare farebbe pensare alla posizione sociale del suo proprietario associabile a quella di un mercante. Il 20 aprile dello stesso anno, la costruzione della tratta ferroviaria Torre del Greco - Torre Annunziata, risultava terminata; in conseguenza, non si ebbero più notizie di ulteriori ritrovamenti archeologici lungo il canalone ferroviario.

Traendone delle conclusioni, le opere di scavo avevano riportato alla luce, almeno in una piccolissima parte, ancora un'altra evidenza archeologica di parte di Oplontis.

Tale evidenza, diede conferma, ancora una volta, del pregio degli edifici che fino ad allora si erano riscontrati nelle esplorazioni delle falesie vulcaniche dell'area di Torre Annunziata. Dopo il caso della strada ferrata, il territorio oplontino cadde nuovamente in uno stadio di dimenticanza sopraffatto dai rinvenimenti più interessanti che giorno dopo giorno venivano effettuati nelle vicine due aree archeologiche di Pompei ed Ercolano.

Ma come si vuol dire, quando il nascituro scalcia dà segni della sua presenza in quel grembo materno che lo custodisce durante la gestazione. Tra il e il , a via Fontanelle attuale via Gioacchino Murat sorse il primo polo di mulini e pastifici dell'area oplontina.

Presente il console generale del Senegal a Napoli Idrissa Sene

Durante i lavori di costruzione degli stabili che dovevano ospitare gli impianti, su una direttrice non inferiore ai m. I rinvenimenti più importanti avvennero durante la costruzione dell'asse molitorio Orsini-Potestà, Iennaco, Ciniglio e Avvisati. Dallo scavo delle fondamenta dello stabile di proprietà Orsini-Potestà, si rinvennero delle colonne di marmo, pavimenti a mosaico e molti frammenti appartenenti ad oggetti vari.

Ma le scoperte più importanti provengono dallo scavo atto alla costruzione del pastificio Iennaco. Inoltre, dallo stesso scavo, non mancarono il rinvenimento di alcuni mosaici ed affreschi, che per la quasi totalità andarono distrutti. Durante lo stesso scavo, dai lavori di trivellazione per le fondamenta dello stabile, alla profondità di circa 11 m.

Il Gargiulo, ad oggi, rimane l'unica fonte storica attendibile che descrisse i particolari di questi ritrovamenti. Per quanto riguarda la statuina della dea Minerva, in uno studio effettuato dal professore, nonché parroco mons.

Dopo gli ultimi ritrovamenti di epoca borbonica e notizie di ritrovamenti rinvenuti sul finire del XIX secolo, il territorio di Torre Annunziata divenne argomento di dibattito tra gli studiosi di archeologia.

La prima sostanziale ipotesi che essi avanzarono fu quella di un legame periferico con la vicina Pompei classificando, per la prima volta, l'area oplontina come pagus pompeiano o area portuale di Pompei. Comunque sia, tra ipotesi e supposizioni, il territorio oplontino dovette attendere l'inizio del nuovo secolo prima che ritornassero alla ribalta notizie che riferivano dell'archeologia locale.

Le tombe, scavate nello strato di cenere e tuono, depositi vulcanici di quella terribile eruzione, si presentavano tutte dello stesso tipo, povere e nude, ricoperte da strati di tegoloni. La posizione dei corpi, disposti tutti con il capo ad Occidente e i piedi ad Oriente, fa pensare alla natura paleocristiana della necropoli, in opposizione alla pratica pagana in cui si privilegiava l'orientamento opposto nord-sud.

In tal caso, solo in prossimità di due delle tombe, vengono ritrovati i resti di due pignatte in terracotta, rotte, e avanzi di piccoli manufatti in bronzo in pessime condizioni. Il ritrovamento in questione non è l'unico del genere riferito nella zona, in quanto i cavatori di pozzolana, già segnalavano in passato ritrovamenti del genere fatti nello stesso fondo.

Sullo stesso fondo, durante lo scavo di un pozzo effettuato all'interno di un edificio ivi esistente ad una profondità di circa 29 m. Dopo un sopralluogo effettuato dal funzionario inviato dalla Soprintendenza, venne riferito che la galleria presentava sul fondo un rivestimento di ciottoli lavici levigati da un probabile passaggio fluviale e che la fattura dei muretti laterali di contenimento dovevano essere di opera laterizia.

L'ispezione della galleria non venne portata a termine in quanto erano presenti in modo alquanto evidente forti esalazioni di anidride carbonica che ne compromisero i successivi rilievi da parte degli esperti.

Nel mese di dicembre avvenne un nuovo sopralluogo, onde avere una situazione più chiara del ritrovamento effettuato nel novembre precedente.

Da un rapporto redatto il 18 dicembre dal Sovrastante, Giuseppe Spano, vennero riportate notizie più dettagliate su quel ritrovamento. Innanzitutto venne stabilita la profondità del pozzo a 12 m. L'esplorazione di quel passaggio sotterraneo venne condotta dallo Spano accompagnato da un operaio per circa una settantina di metri presentandosi in ottimo stato di conservazione. Ma per cause a noi ignote, quel ritrovamento cadde nell'oblio e di esso non si seppe più nulla.

Durante i sopralluoghi che si effettuavano presso la proprietà Gentile, si venne a conoscenza di un altro probabile rinvenimento archeologico, in un punto più a sud da quello poco lontano dalla già ben nota località Mascatelle. La notizia, risalente al 12 dicembre , riguardava il fondo Gallo sito in Via Circumvallazione attuale Via Vittorio Veneto all'altezza della strada che conduceva al cimitero della città, dove si stava costruendo un edificio da destinarsi all'attività molitoria.

Il cunicolo, di presumibile fattura romana, presentava più o meno le stesse caratteristiche di quello scoperto poco tempo prima più a nord in proprietà Gentile, con terrapieni in opera muraria ricoperti di cocciopesto e pavimentato in piperno, alto circa 0,40 m. Le opere vennero presto interrotte, e come accadde per l'altro ritrovamento, dimenticato. Tra l'agosto e il settembre del si aggiunse un altro tassello al sempre più interessante sito oplontino. Diversi ritrovamenti vengono effettuati in via Fontanelle attuale via Gioacchino Murat in seguito a scavi di sbancamento per la costruzione di un edificio privato.

I rinvenimenti interessarono le aree contigue di due diverse proprietà situate nell'area delle Mascatelle con direttrice nord-ovest sud-est; l'area riguardava le attinenze Pacifico e Sola. Intervenuto in situ il custode straordinario della Soprintendenza alle Antichità, Scavi di Pompei, sig.

Vincenzo Cuccurullo, si eseguirono dei saggi per approfondire quella scoperta.

I lavori portarono alla luce un ulteriore muro di cinta ad opus incertum con lievi tracce di stucco bianco sul lato sud e dove era possibile notare le tracce dell'attacco di una volta.

Alla distanza di circa 3,40 m. La verifica, condotta sempre dal custode Cuccurullo e dall'addetto Francesco Matrice, diede i suoi frutti anche in quest'area. Dalle relazioni si apprende che si rinvenne un primo strato di tegoloni poggiante su di un pavimento di cocciopesto per una lunghezza di 1,70 m. L'impianto diverge come segue: la condotta maggiore in direzione sud-est, mentre l'altra in direzione nord-est. La scoperta venne effettata durante lo scavo dal quale si doveva ricavare un pozzo artesiano.

Ad una profondità di circa 7 m. Il dolio, o come ci viene riferito dal Cuccurullo, olla, misurava alla sua bocca un diametro esterno di 0,60 m.

La sua massima circonferenza riportava un diametro di 2,95 m. Nel febbraio del presso il fabbricato di proprietà del cav. Valentino Vecchi, situato sul lato ovest della strada che da Napoli conduce a Salerno oggi Corso Umberto I a circa m.

La scoperta venne effettuata ad una profondità di circa 7 m. Sul luogo della scoperta si recarono gli addetti della Soprintendenza e l'Ispettore Onorario ing. Luigi Jacono che fecero i rilievi del caso FIG. I particolari della scoperta vennero minuziosamente annotati dall'ing. Jacono in una relazione datata 27 marzo , indirizzata alla Soprintendenza alle Antichità di Napoli.

La colonna era rivestita di buono stucco, liscio e colorato in rosso cupo per un altezza di m. In quel braccio di stilobate diretto a Nord era ricavata una vaschetta di m.

Nei dintorni di questo rudere, allargando un pochino lo scavo in ogni senso, si raccolsero diversi frammenti di un'anfora di terracotta, e di una columella, anche di terracotta, per suspensure da tepidario o calidario. I reperti rinvenuti possono essere parte dell'edificio attribuito, in epoca Borbonica, durante lo scavo del trincerone ferroviario, a C.

Possiamo avvalorare tale tesi in valutazione alla vicinanza del sito in oggetto all'odierno canalone ferroviario se non proprio in sovrapposizione. Degna di nota, invece, è la presenza riscontrata dallo Jacono dei cunicoli scavati nella coltre vulcanica da lui associati al dopo eruzione, ad opera dei romani stessi.

Il fatto che si siano fatti tali ritrovamenti farebbe presagire un'esplorazione dell'edificio effettuata, indebitamente, in un'epoca compresa tra il XVIII secolo, età in cui ebbe inizio questo tipo di esplorazioni, e il XX secolo, da ignoti, onde poterne prelevare chissà quali preziosi reperti in esso celati. Durante il periodo caratterizzato dalle vicende belliche in Italia si hanno poche notizie di scavi o di ritrovamenti nella località oplontina.

La statua, da quanto si apprende, venne imbarcata dagli stessi alleati a bordo dei loro convogli facendo perdere ogni traccia della sua esistenza. Come asserisce lo stesso Arcella, erano tempi difficili per il popolo torrese e per le istituzioni italiane, quindi non si diede alcun conto a quel ritrovamento, tranne la memoria di coloro che videro e fortunatamente non dimenticarono. Nel gennaio del in proprietà De Rosa, sita in via Sepolcri, appena dopo l'attuale ponte ferroviario, sul lato destro di detta strada in direzione Boscotrecase, a seguito di importanti lavori di sbancamento e di sterro, per la costruzione di uno scalo merci ferroviario, venne fatto un importante rinvenimento archeologico.

Recatosi sul posto il prof. Al rinvenimento non seguirono approfondimenti specifici o ulteriori esplorazioni, per cui al punto che resta il dubbio non solo sull'importanza che esso poteva aver, ma addirittura si è tutt'ora ignari della direzione o della provenienza della strada. La seconda metà del Novecento, finalmente, segna il passo decisivo per la rinascita di Oplontis. La convinzione dell'esistenza di un importantissimo sito archeologico celato nella collina piroclastica delle Mascatelle venne sempre più rafforzata dai continui e sempre più frequenti rinvenimenti che si verificavano in quell'area.

Sicuramente tale rinascita deve essere attribuita anche a semplici personaggi e non solo studiosi, che spinsero con ogni mezzo le autorità competenti ad intraprendere dei lavori sistematici lungo quella località onde poter accertare una volta per tutte la verità sul mito di Oplontis. Tra questi vanno sicuramente ricordati due grandi pionieri della siffatta tesi oplontina, mons. Salvatore Farro, grande appassionato studioso di archeologia, nonché parroco modello della parrocchia della SS.

Franz Formisano. Con veemenza e concitazione misero in risalto la loro passione per l'archeologia torrese che oramai diveniva un fondamento primario, a cui anche il noto archeologo e Soprintendente Amedeo Maiuri dovette dar adito, riportando in uno scritto le sue opinioni più entusiastiche riferite all'assiduo impegno, divenuto alla stregua di una crociata, dei due cultori oplontini.

Nell'ottobre del , al limite occidentale della nota località Mascatelle, in un fondo rustico di proprietà Vitiello, situato ad angolo tra via Gioacchino Murat e via Cavour, con accesso al 67 della detta via, durante i lavori di scavo di un pozzo artesiano, a circa 8 m. Duranti i saggi effettuati in zona venne recuperato un capitello ionico in tufo grigio di Nocera tutt'ora conservato nella biblioteca comunale di Torre Annunziata FIG. Il tutto venne sacrificato alle esigenze di ampliamento dell'istituto.

A distanza di pochi mesi, da giugno ad agosto , dai ritrovamenti fatti nella vicina proprietà delle suore del Bambino Gesù, sempre a ridosso della collina delle Mascatelle, nelle pertinenze di Francesco Fattorusso, proprietà adiacente a quest'ultima, vennero alla luce importanti opere murarie. Ma andiamo per ordine. Durante i lavori di sbancamento di un terrapieno a ridosso della collina vulcanica delle Mascatelle, nella detta proprietà sita al numero 63 via Gioacchino Murat, in una area appartenente un tempo all'ex opificio Orsini, compresa tra la proprietà Setaro a sud, il canale del Sarno a nord, l'Istituto dei Salesiani ad est e con la proprietà Medina ad ovest, nel tentativo di ricavare una cava di pozzolana, a circa 3 m.

Da saggi effettuati sul sito, dopo un sopralluogo da parte della Soprintendente, dott. Circa 10 m. In concomitanza al ritrovamento furono notati due pilastrini d'anta abbattuti, distanti tra di loro circa 0,90 m.

La vicinanza di questi pilastrini farebbe prevedere, con tutta probabilità, un ingresso o la sede di una porta che doveva condurre a suo tempo in un ambiente diverso. In riferimento alla parete scoperta venne segnalato la presenza di decorazioni caratterizzate da festoncini e la figura di un grifone. Parallelamente ai pilastrini vi erano delle decorazioni a carattere floreale, con attinenza ad alcuni ambienti dissepolti in Stabiae nell'ambiente 12 dello scavo Di Martino.

Continuando i saggi, seguendo la direzione nord-sud, venne dissepolta un'intera parete in opus reticulatum con caratteristica di alcuni cunei membri dell'opera in materiale basaltico. Gli scavi vennero all'epoca condotti sotto la sorveglianza del personale tecnico degli scavi di Pompei, ma con operai e spese a carico del sig. Il 4 luglio, continuando lo scavo, a circa 3,15 m. La stessa colonna apparve in gran parte danneggiata, come anche lo stesso plinto e i muretti laterali che dovevano fungere da aiuola FIG.

Parallelamente allo stilobate, questo sensibilmente inclinato da nord a sud, venne rilevato un pavimento, in cocciopesto , in gran parte lesionato. Durante queste opere venne alla luce un masso di marmo bianco di forma parallelepipede rettangolare lungo 1,60 m. Data la posizione in cui venne rinvenuto, parallelamente all'antica parete e dato che oltre a questo se ne intravide un altro poco lontano, in stato del tutto grezzo, si presunse che questi due blocchi erano ancora in lavorazione al momento dell'eruzione e che non furono ancora stati posizionati nella loro sede definitiva.

A circa 6,35 m. Il giorno 9 luglio, dopo alcuni giorni dedicati alla demolizione di alcuni muri pericolanti appartenenti alla struttura dell'ex opificio Orsini, grazie gli operai Palomba Raffaele e Cirillo Mario che vennero distaccati dalla vicina Stabiae appositamente per le opere di scavo in corso, a circa 3,15 m. La prima delle due colonne incorporate aveva un diametro di 0,61 m.

Il plinto, unico, su cui poggiavano le due colonne, risultava lungo 1,32 m. Al di sotto dello stilobate si notava un cornicione a sezione trapezoidale sotto al quale la parete risultava ricoperta di intonaco bianco. L'intera, particolare, colonna venne messa tutta allo scoperto. Il giorno 10 luglio, durante i lavori di abbattimento della parete antica, perché ritenuta pericolante, inglobato nella stessa, venne rinvenuto un archipendolo in bronzo.

Torresette

Intanto, iniziarono i recuperi dei frammenti di intonaco ritenuti salvabili dalle pareti pericolanti abbattute. Da una di queste venne prelevato un intonaco con fondo bianco attraversato da fasce trine e festoncini. Sul fondo si osservarono i disegni di alcuni uccelli e qualche fiera, meglio indicate come leonesse.

Continuando con i saggi, nei giorni a seguire, si rinvennero alcuni elementi di muratura in opus reticulatum , ritenuti facenti parte della trabeazione del porticato superiore. Nei pressi di questi frammenti si rinvennero alcuni elementi decorativi differenti da quelli fino a quel momento riportati alla luce FIG. Non mancarono le difficoltà durante i saggi e i lavori di scavo a causa della presenza di esalazioni mefitiche.

Continuando con le opere di scavo, il 3 agosto, saggiando l'area prossima al confine con la proprietà dei Salesiani e ad oriente dalla colonna gemina, a circa 3,20 m. La colonna rilevata, distrutta in gran parte, presentava la base, in buono stato di conservazione, ma una parte rientrava sotto il muro che divideva le due proprietà, quindi non fu possibile continuare l'esplorazione del reperto. Tra i materiali rinvenuti, si scorse una tegola con un bollo rettangolare in gran parte consumato, quindi, fu difficile decifrarne la dicitura.

Dopo l'agosto del , lo scavo non ebbe più seguito, e le strutture murarie riportate alla luce e le decorazioni parietali minuziosamente distaccate e sistemate in apposite cassette di legno, vennero abbandonate in loco FIG.

Il danno maggiore, dovuto all'abbandono delle opere di scavo e di preservazione del sito, lo subirono queste ultime decorazioni, in quanto, lasciate inspiegabilmente per anni esposte all'opera di degrado degli agenti atmosferici, andarono per buona parte distrutte o danneggiate irreparabilmente. A nulla valsero gli appelli alle autorità competenti avanzati sia dall'Ispettore Onorario rag. Franz Formisano, che dal sig. Nel febbraio del arrivarono le disposizioni da seguirsi per il recupero e la conservazione delle opere pittoriche riportate alla luce.

Comunque sia, ad oggi, di quelle pitture si conserva ben poco se non proprio nulla. A causa delle necessità demografiche, il continuo aspetto evolutivo urbanistico della città di Torre Annunziata, fece in modo che si instaurassero, in città, numerosi cantieri edili che diventarono presto complici delle nuove scoperte. Ma tali scoperte, che diventarono continue, non sempre suscitarono stupore e interesse da parte degli organi competenti, anzi, come vedremo, la maggior parte dei rinvenimenti furono causa di grande disagio.

Essi vennero in certuni casi, senza scrupolo alcuno, sopraffatti dalle speculazioni più totali, le quali ebbero un sopravvento distruttivo nei confronti di quei reperti millenari dissepolti. Nel marzo del , durante i lavori di ampliamento dell'Istituto Scolastico Ernesto Cesaro sito in via Alessandro Volta, alla profondità di circa 3 m.

Tali resti vennero, poi meglio identificati come frammenti di tegole facenti parte di una copertura di una tomba FIG. Nella stessa vennero rinvenuti dei resti umani. Di questo ritrovamento venne avvisato l'Ispettore Onorario rag. Franz Formisano, che recatosi sul luogo non poté fare altro che appurare la specificità del ritrovamento.

Con una lettera informativa, datata 14 marzo , egli diede subito avviso al Soprintendente delle Antichità della Campania, prof. Il ritrovamenti dei resti umani fece accorrere sul luogo anche le autorità giudiziarie locali che avanzarono dubbi sulla datazione di quel corpo, il quale, secondo una prima valutazione degli intervenuti, poteva essere di epoca contemporanea. Attivate le indagini sul caso, dal sito vennero prelevati alcuni frammenti dei laterizi rinvenuti onde poter stabilire, da parte dei tecnici del settore, una valutazione precisa dei manufatti.

A seguito, le autorità giudiziarie, disposero il prelievo di alcuni frammenti ossei, onde poterli sottoporre ad esami clinici atti a stabilire l'epoca esatta dei resti.

Comunque sia, verdetti alla mano, non tutti i dubbi vennero chiariti. Il fatto che il corpo giacesse ad una profondità di circa 3 m. Allargato dagli stessi operai con l'intento di far chiarezza su quella strana manifestazione, venne notata la presenza di un vano scuro del quale non si riusciva a comprendere le esatti dimensioni.

Informati della scoperta, si recarono sul luogo gli appassionati che stavano portando avanti la causa pro Oplontis. Da un primo sopralluogo effettuato dall'assistente Giovanni Campo, accompagnato dall'Ispettore Onorario alle Antichità, Franz Formisano, si rilevarono le caratteristiche della cavità rinvenuta, affermandone la sua costruzione all'epoca romana, quindi parte delle antiche terme attribuite, nel secolo scorso, a Marcus Crassius Frugi.

Il cunicolo si estendeva per circa 5,50 m. Esso presentava scarso fondale con un massimo di 0,25 m.

Infatti venne notato che la quantità delle acque presenti nel cunicolo erano soggette al ciclo delle maree. All'interno del cunicolo, vennero notati due larghi fori sul fondo di non stimata profondità, presumibilmente pozzi sorgivi, il quale scopo era quello di convogliare le acque provenienti dalla falda termo minerale sottostante direttamente alla fangaia.

A seguito della scoperta si decise di tastare l'intera parete alla ricerca di ulteriori cunicoli o cavità. Il progetto ebbe il risultato sperato. Venne scoperto un ulteriore cunicolo distante dal primo 2,95 m. Dai rapporti della Soprintendenza, che rilevarono l'intero caso, emergono le notizie dei rilievi effettuati sul secondo cunicolo scoperto.

Esso risulta articolarsi, in una prima parte in direzione da sud verso nord, per un'estensione di circa 20 m. La cavità presenta un'altezza media di circa 1,55 m. Il fondale del cunicolo si presenta alquanto fangoso di non stimata profondità con un'altezza media delle acque che si aggira sui 0,25 — 0,30 m.

Anch'esso, risulta soggetto alle variazioni delle maree, ma al contrario del primo cunicolo, vi è sempre presenza di acqua FIG. Dal suo fondale sono evidenti le emissioni di anidride solforosa che danno un aspetto di ebollizione continua alle sue acque.

Le funzioni di questo secondo cunicolo, con molta probabilità, dovevano essere legate al rifornimento continuo e al convogliamento, da parte dell'impianto termale, delle acque sulfuree. Durante le esplorazioni e la pulizia delle due cavità, non mancarono i rinvenimenti di oggetti di vario genere di più recente datazione rispetto alla data già attribuita dei cunicoli.

Vennero ritrovate alcune lucerne ad olio e altri materiali di vario genere, presumibilmente lasciati in loco dagli scavi effettuati nel dalla compagnia del generale Vito Nunziante. Quindi, possiamo dire che i due cunicoli furono già portati alla luce ed esplorati dal primo saggiatore di queste strutture per poi essere rimurati per motivi a noi sconosciuti.

Della scoperta venne avvisato anche il prof. Amedeo Maiuri FIG. Inoltre, egli ebbe senz'altro parole di conforto nei confronti di coloro che spingevano la macchina burocratica ad intraprendere i lavori definitivi che potevano dare luce all'antica Oplontis.

Dell'accaduto venne immediatamente avvisato l'Ufficio della Soprintendenza presso gli Scavi di Pompei, il quale decise di inviare in loco il proprio personale onde ricavarne notizie più dettagliate.

Nel corso del , finalmente arriva la notizia che i tanti appassionati dell'archeologia oplontina attendevano. Vennero concesse le autorizzazioni necessarie per l'avvio dei saggi da effettuarsi sulla ben nota località Mascatelle. Il problema fondamentale rimase quello di reperire i fondi necessari per intraprendere i primi scavi, visto che nessun organo locale credette nel messaggio inviato dagli intrepidi cultori torresi.

Su accordo della Soprintendenza alle Antichità di Napoli, fu il Soprintendente prof. Amedeo Maiuri a seguirne i primi lavori, e in seguito, dopo la sua scomparsa, il successore prof.

Alfonso de Franciscis coadiuvato dal giovane archeologo torrese Stefano De Caro, sempre accompagnato dall'instancabile, quanto motivato, assistente sig. Ferdinando Balzano. Da una coltre vulcanica di circa 6 m. Visti i primi, pregevoli risultati emersi dalla coltre vulcanica, su interessamento del Presidente del Consiglio, On.

Giulio Andreotti, sempre la Cassa del Mezzogiorno, nel , decise di stanziare ulteriori 72 milioni e mila lire per il proseguimento delle opere di scavo. Dopo dieci anni di scavi ininterrotti si mise alla luce un edificio dalle proporzioni inimmaginabili. La struttura si estendeva su di un'area di circa m 2 Il testo di Vorrei avere il becco esalta i valori della monogamia e della fedeltà coniugale.

Senza fonti […]. Palla di Fuoco Arkanoid Popolarità: Per quei pochi che non sapessero di che tipo di gioco si tratti va detto che lo scopo del gioco è quello di abbattere tutti i mattoni collocati nella parte alta dello schermo attraverso Ecco una partita online. Hardball Frenzy 2 è un coinvolgente gioco di Per rivivere le emozioni […]. In Applicazioni By admin Ottobre 16, In Applicazioni By admin Ottobre 15, In Applicazioni By admin Ottobre 14, In Piloti By admin Ottobre 13, In Altri By admin Ottobre 12, In Libri By admin Ottobre 10, In Musica By admin Ottobre 9, In Software By admin Ottobre 8,


Articoli popolari: