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Scaricare musica da emule e legale

Posted on Author Duzshura Posted in Musica

È mai capitato di guardare un film in streaming o di scaricare dei brani musicali tramite Ma allora cos'è che possiamo scaricare da internet senza paura? 5 Streaming online: è legale o illegale? Scaricare un file è legale? tanti quanti sono i metodi per condividere i file (Emule, µtorrent e simili). L'utilizzo di software di condivisione file è perfettamente legale. Gem Boy (​liberamente distribuibile), il filmato amatoriale sulla sfilata del 2 giugno a Roma, che è possibile scaricare anche molti CD musicali, tanti film, videogiochi per PC e. Scaricare file da internet è ormai pratica comune, e tra gli strumenti più per farlo, vi è eMule, programma Peer to Peer (P2P) che permette la condivisione e lo da diritti, evitando di scaricare file di film, musica o altro coperti da copyright. Emule, bittorrent, utorrent ecc. sono programmi legali? Cos'è che possiamo scaricare da internet senza paura? ovvero ogni altro supporto contenente fonogrammi o videogrammi di opere musicali, cinematografiche o audiovisive assimilate.

Nome: scaricare musica da emule e legale
Formato: Fichier D’archive
Sistemi operativi: Android. iOS. MacOS. Windows XP/7/10.
Licenza: Gratuito (* Per uso personale)
Dimensione del file: 41.62 Megabytes

Le leggi cambiano, molti spacciano menzogne e creano un gran caos. Questo articolo è volto a mettere in chiaro cosa è legale e cosa non lo è nell'ambito degli scaricamenti da internet. Emule, bittorrent, utorrent ecc. Cos'è che possiamo scaricare da internet senza paura?

Quali rischi corriamo se scarichiamo illegalmente? Questi sono solo alcuni dei quesiti ai quali risponderemo ma andiamo per gradi. Per prima cosa vediamo cosa dice la legge.

Sono il bilancio di una sconfitta, per l'industria, quelli raccolti da un sondaggio - svolto su mille utenti - dall'osservatorio Lorien, per Bsa The Software Alliance. I ricercatori hanno chiesto agli intervistati, genericamente, se scaricano film, musica o software da internet si sottintende "illegalmente", anche se nella domanda formulata nella ricerca questa parola non c'è.

Risulta che il 31 per cento di loro ammette di aver "scaricato qualcosa".

Il 9 per cento del campione non risponde: non ammette ma neppure nega d'averlo fatto. Il per cento dice invece che nell'azienda in cui lavora "c'è qualcuno che scarica".

Il che porta la percentuale effettiva di chi attua comportamenti illeciti molto vicino al 40 per cento del campione". Considerato inoltre "che ancora solo il 65 per cento degli italiani fa abitualmente uso di internet, quel 40 per cento è purtroppo molto prossimo in realtà alla metà della popolazione effettivamente utilizzatrice di risorse digitali".

Se il prezzo non è facilmente determinabile, la violazione è punita con la sanzione amministrativa da euro ,00 a euro ,00 che si dovrà applicare nella misura stabilita per ogni violazione e per ogni esemplare abusivamente duplicato o riprodotto.

Nonostante le norme di legge, tuttavia, residuano ancora dubbi che hanno ingenerato un fervente dibattito dottrinale alimentato da numerose sentenze della giurisprudenza, anche di legittimità per approfondimenti: Cassazione: film e musica scaricati da Internet?

Un dibattito che si inserisce nella disciplina generale e va poi a riguardare singoli casi particolari, soprattutto stante i sempre nuovi mezzi di condivisione e download di materiale coperto dal diritto d'autore che appaiono in rete.

In questo caso, è la finalità dell'upload a essere discriminante. Ma è una sanzione di tipo pecuniario—fino a euro—che non prevede la reclusione. I provider che ci danno accesso a internet conservano tutti i nostri dati di navigazione, e questo teoricamente potrebbe essere un fattore importante.

Per quanto riguarda invece l'ipotetico pericolo che qualcuno utilizzi una rete wi-fi pubblica—oppure sottraendo la password a un privato—per scaricare file protetti da diritto d'autore o per gestire il proprio sito di sharing, la normativa non prevede sanzioni a carico di coloro che posseggono la linea. Al di là della mole di siti sequestrati, quest'ultima operazione della Guardia di Finanza prevede anche un salto di qualità nel tipo di procedimento utilizzato per perseguire coloro che lucrano grazie a questi siti.

Per poi contestargli una serie di reati congiunti.

Con l'inasprimento delle conseguenze, poi, ci sarebbe probabilmente una diminuzione netta dell'offerta.


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