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Scarica reattore lampada

Posted on Author Gazahn Posted in Ufficio

  1. Alimentatori
  2. Alimentatore lampade ioduri
  3. L'adattamento degli alimentatori e l'accensione ottimizzata consentono prestazioni eccellenti
  4. Menu di navigazione

La lampada a scarica è un tipo di lampadina basata sull'emissione luminosa per luminescenza L'alimentatore tradizionale è composto da un induttore (o reattore) e un dispositivo di innesco (starter). L'utilizzo di un induttore consente di​. Era pubblicizzata come una sodio ad alta pressione. Mi è arrivato un reattore per una HPS (sodio) da W, ma la lampada è una HPL da Il reattore e l'accenditore sono indispensabili per l'accensione di lampade a scarica di tipo ioduri metallici o lampade al sodio alta pressione. Per lampade a vapori. Scopri un'ampia gamma di reattori per lampade a scarica dei marchi più alti. Approfitta di: | Prezzi bassi | Spedizione rapida | Garanzia estesa |.

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A differenza delle lampade ad incandescenza la luce emessa non dipende dalle alte temperature raggiunte dal filamento durante il funzionamento. Le lampade a scarica fondamentalmente si possono suddividere in due gruppi, a bassa intensità lampade fluorescenti e ad alta intensità lampade a vapori di mercurio e lampade a vapori di sodio.

Lampade a scarica a bassa intensità Le lampade a scarica di bassa intensità , comunemente dette lampade fluorescenti, possono sostanzialmente essere di due tipi, lineari o compatte.

Sono costruttivamente composte da un tubo di vetro contenente vapore di mercurio a bassa pressione e rivestito al suo interno con uno strato di polveri fluorescenti fig. La speciale strato di polvere fluorescente di cui è ricoperto il tubo, investito da tali radiazioni, emette luce visibile fig.

La diversità delle polveri fluorescenti permette di ottenere differenti qualità di luce.

Alimentatori

Grazie al loro metodo di funzionamento, offrono un notevole vantaggio rispetto agli alimentatori convenzionali. Tra i vantaggi principali si possono citare la semplicità di gestione, il minore consumo di energia, l'influenza positiva sulla vita utile della lampada e sulla qualità della luce e la disinserzione sicura e controllata della lampada al termine della sua vita utile.

Queste lampade non devono essere utilizzate in impianti con unità di accensione esterna. Tutte le altre lampade a scarica devono essere accese da un'unità supplementare. L'accenditore deve pertanto spegnersi dopo un certo periodo di accensioni non riuscite, oppure si deve optare per un accenditore con temporizzatore.

Riaccensione a caldo Le normali tensioni di accensione fino a 5 kV non consentono la riaccensione immediata di una lampada ancora calda. Livelli di potenza maggiori richiedono tempi di raffreddamento notevolmente maggiori. Il circuito risonante la trasforma in un'onda dall'andamento sinusoidale. Ecco come funziona, in breve, una lampada con circuito di controllo elettronico. Tipi più comuni[ modifica modifica wikitesto ] Il fenomeno dell'emissione di luce da parte di una scarica elettrica è stato studiato a partire dalla seconda metà del XIX secolo da scienziati quali Charles Wheatstone e Jean Foucault.

Alimentatore lampade ioduri

La scarica era ottenuta accostando due elementi metallici o barrette di grafite in aria atmosferica. Questo tipo di lampada è stata usata per diverso tempo prima dell'invenzione della lampadina a incandescenza e anche successivamente dove erano richiesti flussi luminosi elevati.

Gli svantaggi principali di questa tecnica sono: il rapido consumo degli elettrodi, la necessità di regolarne continuamente la distanza sia per l'innesco che per il deterioramento , l'instabilità della luce prodotta e l'eccessiva intensità di questa per usi comuni.

I primi problemi erano in parte risolti con l'utilizzo di meccanismi a orologeria che avvicinavano progressivamente gli elettrodi. Successivi studi e perfezionamenti crearono una varietà di lampade in cui la scarica avviene attraverso un gas a pressione inferiore a quella atmosferica.

Durante l'accensione a freddo, il sodio è depositato attorno al bulbo interno e la scarica avviene in una miscela Penning composta da Argon e Neon. La scarica in questa miscela provoca il repentino riscaldamento della lampada, fino a raggiungere la temperatura di fusione del sodio.

È usata nell'illuminazione stradale in incroci soggetti a nebbia. Grazie all'emissione monocromatica in una lunghezza d'onda ottimale per l'occhio umano, presenta una efficienza luminosa molto elevata.

L'adattamento degli alimentatori e l'accensione ottimizzata consentono prestazioni eccellenti

Sodio ad alta pressione SON [ modifica modifica wikitesto ] Una lampada al sodio del tipo SON da watt Aumentando la pressione, il vapore di sodio si allontana dallo stato di gas ideale e il suo spettro di emissione si allarga rispetto alla riga spettrale monocromatica tipica. Particolari accorgimenti costruttivi fanno fronte all'aggressività chimica del sodio. Sodio ad altissima pressione SDW [ modifica modifica wikitesto ] Il funzionamento di questo tipo di lampada è comparabile con quello delle lampade SON, ma differisce la pressione interna del gas: aumentando la pressione lo spettro di emissione si arricchisce di linee spettrali, rendendo questa lampada una valida alternativa alle comuni lampade ad alogenuri metallici in ambienti dove il rischio di contaminazione in seguito a esplosione deve essere evitato.

Lo stesso argomento in dettaglio: Lampada ad alogenuri metallici.

La loro resa cromatica le rende particolarmente adatte all'illuminazione di impianti sportivi o nei videoproiettori digitali, dov'è necessario avere un'alta resa dei colori. Sono adatte per illuminare aree commerciali o pedonali, zone residenziali, strade, monumenti, grandi superfici esterne.

A livello di inquinamento luminoso sono peggiorative rispetto alle lampade al sodio alta pressione data la ricchezza dello spettro luminoso di emissione ma in termini di comfort visivo e gradevolezza della luce emessa sono preferibili in tutte quelle applicazioni ove sia necessario offrire un'illuminazione di alta qualità. Vapori di mercurio a bassa pressione[ modifica modifica wikitesto ] Lo stesso argomento in dettaglio: Lampada fluorescente.

Menu di navigazione

La luce emessa è ionizzante e dannosa per esposizione diretta. Vengono usate per sterilizzare ambienti e oggetti. Se l'interno del tubo viene rivestito con materiale fluorescente in grado di assorbire l'energia ultravioletta e riemettere nello spettro visibile, si ottiene la lampada fluorescente. In caso di interruzione dell'alimentazione, la lampada non necessita di un ciclo di raffreddamento.

Le lampade sostitutive solitamente al sodio per quelle al mercurio ad alta pressione, come già detto, devono essere dotate di un dispositivo di accensione interno dato che gli apparecchi costruiti per lampade al mercurio non lo possiedono, infatti le lampade al mercurio funzionano alla tensione di rete mentre quelle sostitutive che siano sodio o alogenuri metallici necessitano di un picco di tensione per innescare la scarica nel gas.

La presenza di un terzo elettrodo all'interno del tubo consente l'accensione della lampadina senza la necessità di utilizzare accenditori.

Esso, affiancato a uno dei due elettrodi principali, è connesso tramite un resistore al polo opposto dell'elettrodo vicino: questo consente la generazione di una debole scarica che, ionizzando il gas, consente la formazione di un arco elettrico tra i due elettrodi principali.

Essa ha come effetto la messa al bando delle lampade al mercurio ad alta pressione dal territorio europeo. Vengono usate principalmente per illuminare sistemi di proiezione in ragione della loro alta efficienza e compattezza. A luce miscelata[ modifica modifica wikitesto ] Si tratta di lampade ai vapori di mercurio ad alta pressione in cui il reattore di alimentazione è sostituito da un filamento di tungsteno, che funge da limitatore di corrente, collocato assieme al tubo di scarica all'interno dell'involucro esterno della lampada.

Durante il funzionamento, il filamento di tungsteno diventa incandescente ed emette luce come in una lampada a incandescenza , che miscelata con quella prodotta dal mercurio, una volta che quest'ultimo è evaporato, offre una tonalità più naturale.


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